
Sono nato nel 1953, nello stesso periodo in cui l’idea di un’Europa unita, nata durante la seconda guerra mondiale con il Manifesto di Ventotene (1941-44), veniva concretizzata con la creazione prima della Comunità Europea del Carbone e dell’acciaio (CECA, 1951) e poi della Comunità Economica Europea (CEE, 1957).
Ricordo che durante la scuola elementare (1959-1964) quella dell’Europa Unita era percepita come una splendida e necessaria utopia politica. Nelle scuole questa idea veniva diffusa con concorsi e opuscoli informativi. Posso dire che il mio ingresso nel mondo della conoscenza, la scuola e le prime letture, coincida con l’interiorizzazione dell’idea di Europa unita, una sorta di imprinting culturale e politico.
Insomma, io sono cresciuto “a pane e Europa” e non sopporto che si minacci l’esistenza di questa utopia, in piccola parte diventata realtà. Che qualcuno oggi (Trump e Putin) attacchi l’idea e la realtà politica dell’Unione europea, augurandosi perfino il suo dissolvimento, genera in me un’irritazione simile a quella che si prova quando vengono minacciate le basi della propria identità.
Io mi sento cittadino del mondo ma se devo indicare un’appartenenza culturale allora confesso che mi sento più europeo che italiano. Perché è vero che sono nato e cresciuto a Roma, ma è altrettanto vero che ho studiato la filosofia tedesca, ho amato la letteratura e la pittura francesi ma anche la musica pop inglese, ho goduto del sole e del vento delle isole greche così come dei colori e delle atmosfere portoghesi e del calore degli amici spagnoli.

Certo, è anche vero che ho amato sia la letteratura e il cinema americani sia i grandi della letteratura russa, è per questo che preferisco definirmi cittadino del mondo.
Non sono né antiamericano né antirusso, sono un antifascista europeo, consapevole che Mussolini e Hitler, il fascismo e il nazismo, sono stati, ahimè, il prodotto della storia europea e che quindi sta soprattutto a noi europei evitare che rinascano, magari in altre forme autoritarie e antidemocratiche, come purtroppo sta accadendo negli Stati Uniti, dove Trump sta smontando pezzo dopo pezzo il sistema democratico pensato da James Madison, e in Russia, dove Putin ha ormai consolidato da anni il suo sistema dispotico e autoritario.
I valori fondanti le democrazie europee sono la libertà individuale, lo stato di diritto, la separazione dei poteri, i diritti umani. Ecco perché sia Trump che Putin considerano l’Europa un pericolo e un nemico.
Ma l’Europa è la mia terra e questa è la mia bandiera.


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