
Ho letto Brainframes di Derrick de Kerckhove nel 1993. Lo acquistai in una libreria in Piazza Santa Maria in Trastevere che oggi non credo esista più. Tempi brutti, quelli di oggi, per le librerie. All’epoca mi interessavo di comunicazione, tecnologie e apprendimento, quindi lessi il libro con grande interesse. Fu una di quelle letture che cambiano il modo di vedere le cose, nel mio caso i processi del pensiero e il ruolo delle tecnologie.

Da allora sono cambiate molte cose, per me, per noi, per de Kerckhove stesso che nella sua lectio intitolata Cosa significa il presente nella teoria quantistica?, con cui ha aperto il Festival del Presente 2025 (Bologna e Castelfranco Emilia, 1-19 ottobre 2025), ci parla di questo cambiamento e di come lui vede la transizione dalla fisica classica a quella quantistica, dalla centralità dell’alfabeto alle onde e alle particelle del Quantum.

La visione del video è molto stimolante. Intanto ho provato una grandissima ammirazione per la sua straordinaria capacità di parlare per poco meno di un’ora in una lingua, l’italiano, che non è la sua ma che padroneggia egregiamente. Assolutamente godibili le sue invenzioni lessicali, per le quali chiede indulgenza al pubblico, che però non stonano minimamente e non ostacolano la comprensione di chi lo ascolta, come per esempio “ fisicisti” per indicare “i fisici” oppure il “mare polluto” per dire “mare inquinato”. Il suo eloquio appassionato e le sue citazioni (Blaise Pascal, Giordano Bruno, Federico Faggin, Carlo Rovelli ecc.) mi hanno incoraggiato ad acquistare il suo ultimo libro (L’uomo quantistico, RAI libri, 2025) e a riprenderne in mano altri tre: Il verde e il blu, di Luciano Floridi, iniziato e interrotto nel 2020, Irriducibili, di Federico Faggin, iniziato e interrotto nel 2022, e Sull’eguaglianza di tutte le cose, di Carlo Rovelli acquistato un mese fa ma che non ho ancora iniziato a leggere.


Mi sono reso conto che gli ultimi tre libri li ho acquistati dopo essere andato in pensione, letture che ho iniziato sull’onda della “lettura per imparare”, dell’interesse professionale, ma che poi ho interrotto perché, una volta esaurito l’impegno accademico e l’interesse professionale, sono stato conquistato dalla “lettura per il puro piacere di leggere”. Cinque anni dopo, e dopo moltissimi romanzi letti con grandissimo piacere, forse posso tornare a leggere dei saggi. Ogni tanto.

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