Leggere mentre il mondo brucia

Quando sugli scaffali della mia compagna, anche lei lettrice accanita, ho trovato sei romanzi di Bussi ero tutto contento perché pensavo di avere per le mani un tesoretto che mi avrebbe assicurato un paio di mesi di letture tranquille, lontano da Simenon. Ho letto Ninfee nere. Bene, mi sono detto, andiamo avanti. Ho letto Usciti di Senna, alt fermi tutti, speranze deluse. Così ho avuto una ricaduta, mi ero ripromesso di prendere le distanze da Simenon, almeno per un po’, invece ci sono ricascato. Dalla collezione Novecento (quando la Repubblica faceva cose buone) ho tirato giù L’uomo che guardava passare i treni. Sempre un destino tragico, ma che storia!
Kees Popinga è uno di quei personaggi che non dimentichi, che rimangono scolpiti nella memoria. Già nella seconda pagina ho incontrato una frase che ha catturato la mia attenzione: “…dopo cena aveva una spiccata tendenza ad appisolarsi”, e fatto riemergere ricordi di analoghi riferimenti al sonno serale, uno letterario e uno cinematografico: l’incipit della Recherche “A lungo mi sono coricato di buonora” e la risposta che Noodles da alla domanda del suo amico “Fat” Moe: “Che hai fatto in tutti questi anni, Noodles?” “Sono andato a letto presto” in C’era una volta in America. Un buon viatico per una lettura interessante e un piccolo passo verso l’identificazione con un personaggio che sceglie una strada, irta di ostacoli e di errori, verso la libertà. Popinga vuole uscire dalla gabbia in cui è imprigionato dall’immagine che di lui hanno le persone che lo circondano, dalle aspettative dei suoi parenti. Un’immagine in cui lui ad un certo punto non si riconosce più. Non è facile uscire dalla gabbia, ma lui evade. Ogni sua scelta lo allontana dalla gabbia ma lo avvicina ad un esito tragico. Se fa un passo avanti ne fa anche due indietro. Finirà per entrare in un’altra gabbia. Dovè il dentro, dov’è il fuori? Dov’è la verità?

Non c’è una verità, ne conviene?

Dal 1975 al 2020, prima come maestro elementare poi come professore universitario, ho praticato, studiato e insegnato la pedagogia, la docimologia, le tecnologie didattiche. Da pensionato leggo, scrivo, cammino, viaggio e sto lontano dai cantieri.

Luciano Cecconi

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