

Grazie a MLOL (MediaLibraryOnLine), ai miei autori di polizieschi si è recentemente aggiunto Piergiorgio Pulixi autore sardo, allievo di Massimo Carlotto, suggerito sia dalla mia compagna, lettrice onnivora, sia da mio fratello. Anche Pulixi, come Maurizio De Giovanni, ha dato vita a più di una serie (cinque, per la precisione). Ho iniziato da quella nota sotto il nome I canti del male che al momento si compone di otto titoli, il primo dei quali è Il canto degli innocenti.
Al mio lungo elenco di investigatori si è così aggiunto Vito Strega, un lungagnone alto un metro e novantacinque, ex Fuciliere della Marina, con tre lauree (Filosofia, Giurisprudenza e Psicologia), psicologo clinico prima di entrare in polizia, autore di un manuale di criminologia, La mente criminale, adottato all’università e tradotto in più lingue, e dalla pelle tanto scura da meritargli il soprannome di “mulatto”.
Ho letto i primi quattro romanzi, ognuno di essi ha una sua storia, con un inizio e una fine, che si inserisce però in una narrazione che si sviluppa in un arco di tempo più lungo, quello degli otto titoli che compongono la saga, dove ritornano personaggi, ricordi, dolori e passioni.


Dei primi quattro l’ultimo, Un colpo al cuore, è quello che presenta la struttura più complessa e avvincente.
Inoltre, Un colpo al cuore ha rappresentato il mio esordio nel mondo degli audiolibri. Per il formato ebook avrei dovuto mettermi in coda e aspettare, l’audiolibro era disponibile subito. Ho deciso di non aspettare. L’ascolto al posto della lettura è stata una piacevole sorpresa. Tornerò ad ascoltare.
Ora sono nel mezzo del cammin… me ne mancano altri quattro. Ho appena prenotato su MLOL La settima luna.

P.S. Tra il secondo e il terzo titolo della serie, per onorare il maestro di Pulixi, ho letto La terra della mia anima, di Massimo Carlotto, del 2006 ma rieditato il mese scorso. Letto su carta.
“La terra della mia anima racconta le tante vite di Beniamino Rossini. Molti lo conoscono come personaggio dei romanzi della saga dell’Alligatore. Pochi sanno che è ispirato a un “bandito” realmente vissuto che apparteneva a una mala che non esiste più da almeno trent’anni. (…) Questo romanzo nasce da una sua idea. Quando Beniamino aveva capito che la malattia non gli avrebbe lasciato scampo, mi aveva proposto questo scambio: ‘Io racconto e tu scrivi’. E così è stato.”
(Dalla prefazione di Massimo Carlotto).
Marco Buratti, detto l’Alligatore, è veramente uno dei personaggi più noti del crime italiano degli ultimi decenni. Tornerò a rileggere la saga dell’Alligatore.
Signora mia, non esiste più la mala di una volta….

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