
A Gaza si continua a morire e quasi nessuno ne parla.
La strage, il massacro, lo sterminio, la catastrofe umanitaria continua. Se non volete usare la parola “genocidio” chiamate ciò che sta accadendo come vi pare ma non ignorate la realtà che comunque rimane tragicamente sotto gli occhi di chi vuol vedere.
Dal 7 ottobre 2023 nella Striscia di Gaza sono stati uccisi 73.000 palestinesi (dati al 14 giugno 2026, fonte UNRWA/OCHA su Ministero della Salute di Gaza), ma alcuni studi indipendenti sostengono che tale numero sia sottostimato. Tra questa vittime non sono considerati i morti per il collasso sanitario (morti per fame e per mancanza di cure). Secondo uno studio del Lancet Global Health dal 7 ottobre 2023 al 5 gennaio 2025, quindi un anno e mezzo fa, le morti violente in realtà sono state 75.200, ben più delle 49.090 indicate dalle fonti ufficiali.
Nonostante l’accordo di cessate il fuoco del 10 ottobre 2025 l’esercito israeliano continua le sue azioni militari su Gaza. Recentemente, si registrano tra i palestinesi decine di morti ogni settimana. Per la precisione, 84 morti tra il 20 maggio e il 10 giugno.
Il cardinale Pizzaballa, appena rientrato, parla di città rase al suolo, bambini che giocano sporchi accanto alle fogne invece di andare a scuola. Ha inoltre denunciato che molti beni considerati “dual use” (banchi, matite, vetri) restano vietati all’ingresso, impedendo la riapertura delle scuole.
Secondo l’Ocha (Office for the Coordination of Humanitarian Affairs, Ufficio delle Nazioni Unite) il 98% dell’acqua a Gaza non è potabile e l’89% delle infrastrutture idriche è gravemente danneggiato o distrutto.
Quella buffonata del “Board of Peace” voluto da Trump per la ricostruzione e la gestione del dopoguerra, a cui il governo italiano ha vergognosamente partecipato come osservatore”, non avrebbe ancora ricevuto fondi dai donatori.
Amen

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